martedì 6 novembre 2012

LuccaFuori: il resoconto. Ovvero: il diabolico piano di Mr. Antani

Scrivevo qualche giorno fa su FB: Gli incassi, i commenti totalmente positivi, le tante occasioni guadagnate, in un contesto in cui non devi render conto a chi non sa valorizzare il tuo lavoro, oltre ad un discreto divertimento, mi fanno propendere per la miglior Lucca di sempre. E tutto questo in mezzo a tantissime e note difficoltà. Forse, alla fine, "fuori dai Comics" non si sta tanto male...

Ma, in realtà, c'è qualcos'altro da dire: nessuno se ne è accorto, nessuno l'ha capito, ma era tutto un nostro piano preconfezionato. Un piano per farsi buttare fuori dai comics, attirare l'attenzione, ed avere pubblicità gratuita, per poi aprire un negozio, che costasse meno e rendesse di più.

Quindi, possiamo dire che, tutte le accuse dell'organizzazione, erano vere!

Ecco le prove!

Mr Antani fuma nel locale!


Uso improprio di estintore!


Ingombra col proprio materiale gli spazi comuni...

Apre e chiude quando vuole, non rispettando gli orari, e maltratta clienti e personale addetto...


Quindi, alla fine, tanto torto non dovevano averlo, quelli di Lucca Comics...


Per finire, dopo avervi annoiato coi preparativi e coi dettagli della partenza, tenuti sulle corde col racconto del viaggio allucinante per arrivare a Lucca, dopo avervi parlato di come gli editori siano "creativi" anche a Lucca, ed esserci ingegnati per raccontarvi scoop più o meno seri, è il momento del bilancio.

In primis: la manifestazione è andata bene, se pensiamo che era la prima volta che gestivamo un temporary shop (anzi: se non erro, in assoluto, il primo temporary shop di fumetti durante Lucca Comics!), se contiamo incidenti e inadeguatezze da parte dell'amministrazione comunale, che non ci ha concesso -last minute- l'uso del gazebo. 
La manifestazione è in crescita, come pubblico, ma anche come criticità: padiglioni troppo pieni, traffico troppo intenso, l'evento è troppo sbilanciato verso gli editori, che occupano i posti migliori, hanno la spinta degli autori e vendono carrettate di fumetti, in un mercato sballato e sbagliato, che vede il grossista ed il produttore fare concorrenza al dettagliante. Concorrenza sleale, secondo me.
Ne parla molto bene Fumetto d'Autore.
L'organizzazione è troppo "chiusa": non dà criteri chiari su come sceglie e dispone gli editori, criteri che possono essere arbitrari, ma devono allo stesso tempo essere trasparenti.
Così, per certi versi, sembra che l'evento, spostandosi in città, non abbia accolto quest'ultima all'interno di se stesso: i Comics a Lucca, ma non Lucca NEI Comics: pochi allestimenti, poca partecipazione, se contiamo che siamo alla settima edizione in centro. E poco impegno degli editori ad informare riguardo anteprime ed autori presenti, quasi a dire "tanto venite ugualmente".

Una parentesi sempre sugli editori: ottima la BAO, che produce sempre edizioni di qualità di materiale importante, ed la BD/JPOP che ha, nel suo timoniere Marco Schiavone, una persona capace ed attenta al mercato: vediamo ora dove porterà la fusione con GP Publishing.


Per finire, la chicca è -come sempre- un grande editore: una persona degna di fede, ha sentito un suo dipendente affermare: "Guarda che sconto che ti ho fatto... Noi ti trattiamo meglio della tua fumetteria!". Come sempre, nel mondo del fumetto, non si sa definire quale è il proprio ruolo, quale quello degli altri e, soprattutto, non si usa rispettare il lavoro altrui...

Colpa, forse, di editori che sono distributori, grossisti che sono negozianti, e negozianti che fanno gli editori. Fare due cose insieme, porta sicuramente a uscire dal seminato.
Il che non è piacevole per chi si sente sempre dire cosa deve fare e come dovrebbe farlo.


Non dimentichiamoci l'anniversario del giorno...



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